Elbauva2010

Cosa è successo e come

Finita la festa dell’uva di ottobre scorso dopo aver introdotto l’argomento è arrivato il momento di spiegare cosa è successo. A modo di mobloggo e con dovizia di particolari.

Allora è successo che l’idea di un appassionato di social media, nonché esperto di marketing, ha avuto seguito e nel suo piccolo ha fatto scuola.

Tanto che dell’evento ne hanno parlato i blog “ufficiali” (cioè chiamati in causa direttamente dall’organizzazione), come quello di Tommaso Galli, ma anche esterni come Alessio Carciofi, Roberta Milano e per finire pure zoover (sul quale torneremo tra poco)!

Ma andiamo con calma e vediamo come sono state affrontate le fasi dell’iniziativa.

Per prima cosa il reclutamento dei blogger è stato fatto a chiamata diretta: via facebook o via email, tutti i blogger sono stati contattati direttamente e hanno suggerito un collega da coinvolgere nell’operazione. Il concetto era semplice: partecipare alla festa dell’uva e raccontarla, giorno per giorno, chicco per chicco.

Così una dozzina di blogger sono andati a raccontare, all’interno dei quattro rioni del Comune di Capoliveri, tutte le fasi della festa, tramite blog e social media (facebook, twitter, youtube, flickr). Ecco parte dei risultati quantitativi:

 

Bene, ma se è vero che senza numeri questo tipo di iniziative sarebbero solo fuffa è anche vero che un’analisi qualitativa, anche se breve, aiuta a comprendere meglio la portata, gli effetti e i benefici di una promozione del territorio e degli eventi attraverso un social media team.

Dell’edizione 2009 della festa, ben poco si trovava: i contenuti erano obsoleti e non erano disponibili foto degli eventi precedenti, il programma e la cronaca delle passate edizioni erano praticamente inesistenti.

Così dopo il passaggio dell'”uragano” social media team, una serie di contenuti freschi si sono imposti nella Rete: foto nuove (grazie a Tommaso e Alesandro), cronaca dell’evento (durante e dopo) e anche recensioni.

Tutte piccole, grandi evoluzioni da non sottovalutare: in uno di questi casi infatti si è portato alla luce, grazie a zoover, un evento che prima non era conosciuto:

 

Per una persona che scopre una nuova iniziativa chissà quante altre ne seguono che non hanno avuto il modo di esprimerlo attravero un commento, un like o un retweet.

La copertura dell’evento nel web ha assicurato maggior visibilità e soprattutto la possibilità di monitorare le conversazioni, tenere d’occhio la reputazione che la festa dell’uva aveva ed ha agli occhi degli utenti (residenti/turisti/partecipanti) e garantire la persistenza dei contenuti nella Rete. Senza sottovalutare la possibilità dell’ascolto degli utenti che permette l’uso di strumenti come i social media.

Dove si può migliorare e gli scenari futuri

 

Ovviamente ci sono margini di miglioramento, nella comunicazione uno in particolare: le informazioni sono frammentate, raccolte in diverse piattaforme nessuna delle quali di proprietà del Comune. Su questo però il social media team senza il supporto dell’amministrazione, può davvero poco.

Dotarsi di un proprio centro di aggregazione per tutti i contenuti auto (ed etero) prodotti per la PA locale dovrà essere il primo passo da fare per la prossima edizione, ammesso che voglia sfruttare a pieno le potenzialità dell’iniziativa.

Un altro fattore di miglioramento che mi sento di sottolineare è rivolto all’aspetto economico: organizzare la prossima edizione nello stesso modo (con un social media team e con in più il supporto di una piattaforma di cui sopra) renderà la festa dell’uva un evento monetizzabile.

Per una PA questo è possibile grazie ad un decreto legge: il 131 del 13 agosto 2010. Grazie a questo adesso è possibile registrare un marchio e commercializzare del materiale ispirato al patrimonio storico cedendo le licenze per il merchandising.

A questo punto non ci resta che vedere se Capoliveri saprà innovare anche in questo.

 

 

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